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Storia
I primi rapporti col Comune
Altro rilievo da sottolineare per la prima parte d’esistenza della Verde è il non buon rapporto con la civica amministrazione, che non di rado si dimostra sorda alle sue richieste. D’altronde non bisogna dimenticare essere il 1906 non lontano nel tempo dalle lotte che hanno portato alla realizzazione dello Stato unitario, mentre quasi tutto ciò che ha riguardo alla sanità e all’assistenza continua a evidenziarsi quale monopolio della Chiesa. Non è dunque da stupirsi se dal Comune, governato da uomini di fede cattolica, si dimostra, se non ostilità, per lo meno diffidenza nei confronti d’una pubblica assistenza, che è legata ad un movimento nazionale di carattere decisamente laico e liberale, il quale si fonda più sulla fratellanza che sulla carità, sulla libertà d’associazione e sulle regole democratiche, piuttostoche sull’obbedienza alla tradizione religiosa, e che si richiama ancora all’aiuto che si dava spontaneamente da parte di alcuni verso i combattenti feriti. Non a caso i volontari delle pubbliche assistenze pure oggi si chiamano militi, eco a fatti d’arme risorgimentali. Siamo come scrive Marina Seveso in 1886-1987: il cammino della solidarietà , nell’avvio di questo secolo alla prima organizzazione dello Stato, del resto, basata sull’accumulazione primitiva, sulla burocratizzazione, sul centralismo, nonostante la voà dichiarata di coprire tutto coi propri organismi” e, in particolar modo nel campo sociale e sanitario, si vuole che ogni intervento e ogni apparato siano statali. Una pretesa non lunse ancora nel 1998 non è realizzata, che anzi si sta procedendo in maniera opdato che le capacità dello Stato, proprio in questo settore, si stanno dimostrando tutt’altro che soddisfacenti.