P. A. Croce Verde Chiavarese


Vai ai contenuti

Donne

Storia

Le donne della Croce Verde

Non ostante sia tutto considerato recente la rivendicazione della parità dei diritti da parte delle donne nei confronti degli uomini (è sufficiente pensare che solo nell’immediato secondopoguerra mondiale esse sono state ammesse al voto), alla Verde già nei primi anni della sua esistenza si vuole istituire una sezione femminile e va ricordato che durante il primo conflitto mondiale le donne, in uniforme bianca e con i simboli della P.A., svolgono quoun servizio di assistenza alla stazione ferroviaria per i soldati che rientrano dal fronte odi passaggio sui treni. Negli anni Trenta poi il loro ruolo cresce d’importanza anche se restano al di fuori dei consigli di amministrazione e comunque le fotografie del tempo le ricordano, numerose, a partecipare a cerimonie di premiazione della Croce Verde in località lontane da Chiavari e a gite sociali. Ermada Zucchi, già caposquadra delle volonricorda poi che spesso nei giorni festivi si organizzavano dei capannelli nelle strade e nelle piazze per ottenere delle offerte in denaro dai passanti in cambi o di bei fiori finti di colore, naturalmente, verde. Tali iniziative continuano per non poco tempo nel dopoguerra, fino agli anni Sessanta. Ermada racconta con un certo rimpianto come le varie pubbliche assistenze avessero modo, ben più di oggi, d’incontrarsi e di fraternizzare. Dice pure che un poco di merita le spetta per la creazione di Borzonasca, avendo più volte e in tal senso ad adoperarsi i nipoti Gazzolo. Va ricordato che lei con la sorella Vittoe con i fratelli Ermenegildo ed Edoardo sono stati in un lungo periodo di tempo collaborae benefattori della Croce Verde Chiavarese in p articola r modo il primo già distintosi a soli sedici anni come volontario per soccorrere nel 1918 i colpiti dal terribile contagio della spagnola. Notevole da quel momento la su a attività fin o al 1928 quando per motivi di lavosarà costretto a trasferirsi a La Spezia, dove tuttavia il suo altruismo continuerà e lo porteà a diventare per molto tempo presidente della locale Croce Bianca. Anche l’altro fratello, Edoardo che ha oggi 92 anni si adoperò molto e di lui si ricorda un’andata e ritorno a piedi per Sestri Ponente, onde partecipare a un raduno di pubbliche assistenze. Tanti i nomi di donne che hanno operato nella Croce Verde Chiavarese e che sarebbero degne di parole di elogio, ma per tutte ricordarle ci si limita qui a dedicare un breve pensiero a Nina Morchio, recentemente scomparsa. Nata nel 1900 ha dedicato l’intera esistenza alla Pubblica AssiChiavarese: volontaria benemerita, ne è per moltissimi anni l’alfiere, il fac-totum, il simbolo di tutti coloro che operano per il bene comune. Donatrice di sangue, mantiene, quanè il caso, la disciplina nella Sede. Tutti ricorderanno la Ninetta quando all’ingresso del cimitero di Chiavari in occasione della festività di Ognissanti e dei Defunti, coadiuvata da Franco Melioli, Guido Monteverde, Celestino Moruzzi, Mario Mangolini e altri volontari, provalla distribuzione dei calendari della Pubblica Assistenza. Carattere volitivo, riesce ad ottenere risultati sempre apprezzabili: grazie anche alla lunga vita, si può ben affermare che i novant’anni della Croce Verde sono anche i suoi.



Largo G. Casini, 10 - 16043 Chiavari (GENOVA)- P.IVA 00209220995 - C.F. 82000770105 | segreteria@croceverdechiavarese.it

Torna ai contenuti | Torna al menu