P. A. Croce Verde Chiavarese


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I dimenticati

Storia

Quei tanti dimenticati

Prima di trattare brevemente il periodo più recente non si può non far cenno a tutti quelli che hanno prestato gratuitamente e con passione la loro opera, comunque buona parte del loro tempo libero alla Croce Verde Chiavarese. In novanta anni della sua esistenza dedicata a un servizio così importante per la comunità è evidente che centinaia di persone si sono succeduper adempiere ad un impegno tanto lodevole. Nella sede della P.A. targhe marmoree ricori nomi dei suoi fondatori, di alcuni presidenti, di coloro che hanno lasciato la vita sui campi di battaglia per rispettare un altro dovere, dei maggiori benefattori. Sono poche decine di nomi e assai di più quelli che risultano come protagonisti dai verbali conservati in archivio, ma il maggior numero non figura in alcuno scritto e, lentamente ma inesorabilmente, svanianche nella memoria. Per cercare in qualche modo di mitigare questa ingiustizia ricorsolo uno della Verde che non ha ricoperto cariche né ha svolto particolari servizi degni di nota ma che vi ha svolto parte della sua attività nel tempo libero. Nativo di Varese Ligure dipendente della LAMES di Chiavari per trentatre anni (entratovi nel 1961 quando lo stabilimento era ancora piccolo e siin via Vinelli), Luigi Gandi può essere considerato uno dei minori fra i volontari. Coè vero, inaspettatamente come barellante lungo una mulattiera per portare una donna malata, di ritorno dall’ospedale di Chiavari, in una piccola frazione del suo paese, ma, è il 19-34 pochi anni dopo si vede costretto ad altri impegni. Nel 1939 trasferitosi a Tripoli per ragiodi lavoro, viene un anno dopo, con lo scoppio della guerra, militarizzato e nominato sergenmaggiore di artiglieria. Si sa com’è finita la campagna d’Africa e Gandi fatto prigioniero dainglesi, viene trasferito in un campo di concentramento in Scozia. Tra Africa e Inghilterra egli viene a trovarsi lontano dal suo paese esattamente sette anni e sette giorni, la gran magdei quali in dossando la divisa grigioverde. Nel 1948 rientra in Italia e poi nel 1961 trova lavoro, come detto, a Chiavari. Non ha dimenticato la Croce Verde e spesso la frequensia pure non dirado per stare in compagnia con gli amici. Con la menzione di Luigi Gandi, uno dei più vecchi soci, un omaggio a tutti coloro, il cui nome è ormai svanito come accade a un foglio di carta che finisca in un corso d’acqua, ma lieti, ovunque siano, di aver dato un aiuagli altri.



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