Menu principale:
Storia
Il rischio della soppressione
La Verde non opera isolata, e come si fa più grande con le sezioni delle località Scogli e Ri (si è nel 1911 e non deve stupire questa distribuzione dei servizi: non si possedevano auto o telefoni e le distanze complicavano le cose anche in una città pur non grande come Chiacomincia a far parte della Federazione nazionale delle Pubbliche Assistenze. Con l’avvento del fascismo il governo cerca subito di mettere le mani su tutte quelle organizzate democraticamente al fine di poterle controllare (e infatti i dirigenti vengono nominati dai prefetti su designazione in parte dall’assemblea dei soci in parte dal podestà e dalla condi carità); nel 1930 sono soppresse numerose Pubbliche Assistenze. Con un regio decreto del 12 febbraio infatti si ordina vengano sciolte tutte le Pubbliche Assistenze non riconosciute giuridicamente e il trasferimento dei loro beni e competenze alla Croce Rossa, organizzazione questa già resa, con altri decreti, parastatale. La Verde si salva sigrazie al generale Giacomo Casana, nominato presidente (lo è già stato nel 1928) proprio ai primi di febbraio il cui primo atto è quello di farla comprendere fra le opere pie in conformità alle leggi vigenti, Il 17 ottobre la pubblica assistenza chiavarese di corso Garibaldi è eretta come I.P.A.B. e sfugge alla soppressione, ma non è facile capire oggi come sia potuta sfuggire per otto mesi all’esecutività di quel decreto regio. Probabilmente, come detto, Casana era riuscito a dimostrare che la pratica del riconoscimento giuridico era in corso, avendo egli presentato la relativa domanda in tempi utili, Il mistero tuttavia ri