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Storia
Un altro momento grave
Le cose si complicano per la pubblica assistenza chiavarese con la seconda guerra monfin dal suo inizio. Dalla Croce Possa di Genova si ordina alla Verde di trasferire le sue ambulanze nel capoluogo per il timore dei disastrosi effetti dei bombardamenti. Così, e per non poco tempo si resta forzatamente inattivi per quanto riguarda i servizi rapidi di soccorso. Quando poi dell’ autolettiga, la più obsoleta, si rientra in possesso, mancano il carburante e la possibilità di sostituire i copertoni ormai consunti. Anche i conti economici, senza entrate, vanno male e i bilanci si riducono a ben poca cosa: si è costretti perfino a contrarre dei debiti e, il peggio qualche volta, a non soddisfarli, I cinque annidi guerra risuli più negativi della storia della Croce Verde, tuttavia ci si adopera pur con quell’ automezzo sconquassato a compiere spesso servizi di approvvigionamenti di generi alimentari per la popolazione chiavarese, compiendo spedizioni nella fertile terra piemontese. Si trasportano sacchi di farina invece di feriti, ma non si tratta, in fondo, che di un’altra faccia della solidarietà. Va ricordato inoltre che nel tragico periodo dell’ occupazione tedee della lotta fra italiani, dalla sede di corso Garibaldi si cerca non dirado di recare aiuto ai partigiani, i combattenti d’una delle due parti e gli unici che non potevano contare su una qualche forma di assistenza organizzata. Paolo Castagnino, il comandante “Saetta” duranla guerra di Liberazione, ricorda che c’era collaborazione fra gli uomini della Resistenza e la Croce Verde Chiavarese. Le cose non migliorano immediatamente con la pace, se ancora a metà del l948 il maggiore dei problemi da risolve re è quello dei pneumatici così da chiederli al comando inglese distanza in città. Poi a poco a poco la Verde riprende ad essere efficiente, ma si è corso veramente il rischio di chiudere bottega.